Rifiuti e riciclo
Compostaggio domestico: come si fa
Il compost non è una sorta di immondezzaio in cui gettare senza criterio tutto ciò che è materiale organico: va invece pensato come un organismo vivente, ricco di microrganismi (funghi, batteri, attinomiceti, insetti, acari, lombrichi e tanti altri) che “lavorano per noi” trasformando il materiale organico introdotto in ottimo compost. Quindi fare il compost significa creare l’ambiente adatto per tutti i microrganismi che operano la decomposizione organica. Per vivere bene questi microrganismi hanno bisogno, come tutti gli esseri viventi, di aria, acqua, cibo e calore. Per garantire queste necessità in modo equilibrato occorre aggiungere al compost di volta in volta il giusto mix di materiale organico in modo da avere:
– un corretto equilibrio tra materiali marroni e materiali verdi, con un rapporto ideale carbonio/azoto di 25-30:1 (vedi tabella);
– una giusta quantità di aria circolante all’interno del cumulo: nel cumulo non devono mai mancare materiali che danno struttura e porosità come ramaglie e residui delle potature, trucioli, paglia, canne a pezzetti;
– una giusta quantità di acqua (50% di umidità): il materiale, stretto nel pugno della mano, deve lasciare poche gocce d’acqua fra le dita.
I materiali organici si dividono quindi in materiali umidi o verdi, che sono ricchi in azoto ed hanno la funzione di aggiungere acqua al compost (tra cui scarti di frutta e verdura, foglie verdi, erba verde, fondi di caffè), e in materiali secchi o marroni, che sono ricchi in carbonio e possono avere funzione strutturante se danno struttura e porosità al compost (ad es. legni, rametti, pezzi di canna) o funzione assorbente se assorbono l’acqua in eccesso (come segatura, foglie secche, cartone da imballaggio).
Miscelandoli correttamente garantiamo il corretto svolgimento del processo di compostaggio.






